Ma chi l’avrebbe mai detto che quella rete di Bouah, realizzata
quando i minuti di recupero erano già scaduti da qualche secondo,
avrebbe costituito per il Catania un prezioso margine di vantaggio da
custodire e difendere nei confronti di un’imprevista rivale?
Catania-Turris al Massimino inauguro le gare del Lucarelli ter sulla
panchina del Catania. Corsa fin troppo teatrale del tecnico livornese
sotto la curva e tifosi entusiasti, senza sapere che il rimedio a Luca
Tabbiani si sarebbe rivelato di gran lunga peggiore del male!
Dopo quella vittoria e la successiva vittoria a Giugliano, in maniera
lenta ma costante, con qualche sparuta pausa, Lucarelli ha fatto
scivolare la squadra al quindicesimo posto, l’ultimo valido per poter
evitare gli spareggi per salvare la categoria, tanto che dopo la disfatta
di Avellino la società è stata costretta ad affidare la squadra a Zeoli.
Con il nuovo tecnico il Catania è apparso più volenteroso, meglio
disposto in campo e più sereno. Dopo il pareggio casalingo a reti
inviolate contro il Potenza è arrivata la fortunata vittoria al Massimino
contro il Cerignola, e la non meno fortunata gara di Padova, dove il
Catania, travolto nel primo tempo, è riuscito a limitare i danni e a
mantenere in bilico l’esito del doppio confronto.
Purtroppo, durante l’intervallo, un centinaio di persone che non hanno
niente a che vedere con la società civile, con l’amore per la squadra di
calcio e per la città, hanno scelto di danneggiare tutti.
Su duemila tifosi rossazzurri presenti a Padova la solita piccola
percentuale, ma sufficiente per infangare il nome di un’intera città.
Il risultato di questa ignobile bravata è quello che il ritorno della
finale di Coppa Italia al Massimino si disputerà a porte chiuse e c’è il
rischio che anche la gara casalinga contro il Giugliano subisca la
stessa sorte.
Il danno economico e di immagine per la società di Ross Pelligra è
parecchio consistente, anche se minore, danno anche per il Padova,
per i veri tifosi del Catania e per tutti gli abbonati.
In questo clima avvelenato il Catania di Michele Zeoli ha preparato la
delicata trasferta di Torre del Greco con l’obiettivo di non perdere.
Con un pareggio, i sei punti di vantaggio sulla Turris a cinque
giornate dalla fine di questo tormentato campionato sarebbero stati un
margine più che sufficiente per evitare i Play out, inoltre, il Monterosi
Tuscia, l’ultima in graduatoria a 27 punti, avrebbe avuto 13 punti e
non 12 in meno dei rossazzurri e i pericoli sarebbero stati irrisori.
Purtroppo in Catania esce battuto da Torre del Greco e con poche
attenuanti, unica cosa positiva aver evitato una sconfitta con due reti
di scarto che avrebbe portato i Corallini in vantaggio nei confronti
diretti con i rossazzurri.
In coda alla classifica si è scatenato l’inferno e c’è da stare molto
attenti, con il Monopoli, imbattuto da sei gare, che è andato a vincere
a Benevento, consegnando una virtuale promozione in serie B alla
Juve Stabia, con la Virtus Francavilla che si è svegliata, con tre
vittorie e tre pareggi nelle ultime sei gare casalinghe e nella prossima,
dopo la trasferta contro il derelitto Brindisi, attenderà proprio il
Catania.
Leonardo Menichini conosceva bene l’importanza di questa gara e sul
terreno sintetico del Liguori ha schierato la sua Turris con 3-4-3 con
la chiara intenzione di vincere, possibilmente con due reti di scarto.
Zeoli affronta la Turris con un 4-3-3 che vede Furlan in porta, Kontek
e Castellini centrali difensivi, mentre c’è il ritorno di Celli e Bouah
come esterni bassi. Il trio di centrocampo è formato da Quaini,
Welbeck e Zammarini, mentre tridente offensivo è composto da
Chiricò e Marsura esterni a supporto della punta centrale che è Di
Carmine.
Si inizia con un po’ di ritardo per riparare la rete della porta difesa da
Furlan, poi minuto di silenzio in memoria di Joe Barone.
Prima azione di rilievo al 9’, ma l’ex Maniero viene anticipato da
Furlan in uscita. Infortunio per lo sfortunato Marsura, costretto ad
uscire in barella al 19’, fra gli applausi del pubblico di casa. Al suo
posto Cicerelli. Al 21’ prima grande occasione per la Turris su calcio
d’angolo battuto da Franco, Furlan respinge con i pugni sulla linea di
porta. Al 23’ vantaggio dei Corallini: cross di Scarabozzi, Jallow
stoppa e lascia partire un tiro che non dà scampo a Furlan. Reazione
del Catania con Cicerelli che impegna severamente Marcone che si
rifugia in angolo. Al 33’ punizione per il Catania, ma il tiro di Celli è
inguardabile e si perde altissimo. Al 36’ padroni di casa vicini al
raddoppio con un sinistro violento di Franco, il pallone lambisce il
palo ed esce fuori. Al 38’ raddoppio della Turris ancora con Jallow
che, sugli sviluppi di un corner battuto da Franco, raccoglie una
respinta della difesa rossazzurra e con un preciso destro insacca.
Turris vicina alla terza rete nel primo dei quattro minuti di recupero
del primo tempo, Quaini salva sulla linea la conclusione di Jallow
rimediando a un grave errore di Bouah.
Si va al riposo con i padroni di casa meritatamente in doppio
vantaggio.
Nella ripresa Michele Zeoli manda subito in campo Peralta al posto
dell’evanescente Chiricò e Cianci al posto di Welbeck.
Il Catania continua a essere inconsistente, ma al 57’ viene espulso il
centrale della Turris Cocetta per doppio giallo e le speranze dei tifosi
rossazzurri rinascono. Al 61’ Marcone respinge in angolo un insidioso
diagonale di Cianci. Al 69’ Zeoli manda in campo Chiarella al posto
di Bouah. Al 72’ perfetto cross di Peralta per la testa di Cianci che
spiazza Marcone, sigla la sua prima rete con la maglia del Catania e
riapre la gara. Il Catania assedia l’area della Turris alla ricerca del
prezioso pareggio ma crea poco. Nel primo dei sei minuti di recupero
concessi da Zanotti di Rimini, cross di Chiarella, colpo di testa
filtrante di Castellini ma Cianci non riesce a deviare in rete. Al 94’
Catania vicino al pareggio con un destro di Peralta che esce fuori di
un soffio.
Finisce con la meritata vittoria della Turris per 2-1. Per il Catania si
tratta, Coppa Italia inclusa, della settima sconfitta consecutiva in
trasferta. Adesso il rischio di finire nei Play out diventa più concreto,
con tante grazie a coloro che hanno contribuito in maniera notevole a
danneggiare, società, squadra e città.
Foto di repertorio