Alla terza gara casalinga consecutiva il Catania di Lucarelli centra la prima vittoria e rientra nella griglia dei Play off.

di Tino La Vecchia

Una volta poteva capitare negli anni Sessanta e Settanta, quando il calendario proponeva due gare casalinghe consecutive, alternate da due in trasferta consecutive. In tal modo, fra la fine del girone d’andata e l’inizio del ritorno, tante squadre si trovavano a disputare tre partite consecutive fra le mura amiche che, spesso, cambiavano in positivo il volto della loro classifica. Cristiano Lucarelli, chiamato al capezzale del grande malato Catania, ubriacato di reti dalla non irresistibile Vibonese, complice il mal tempo che ha flagellato la Campania facendo rinviare la gara esterna con la Paganese, ha avuto a disposizione tre gare casalinghe per far uscire il Catania dal coma. Ha fallito la prima contro il modestissimo Bisceglie, mettendoci qualcosa del suo con cambi non convincenti e con un atteggiamento fin troppo rinunciatario, ma l’essere arrivato da appena due giorni sulla panchina rossazzurra gli ha dato l’assoluzione. La vittoria non è arrivata nemmeno al secondo tentativo, ma davanti al Catania c’era il quotato Bari e un arbitro filo pugliese. Al terzo tentativo non esisteva nessun’attenuante. Di fronte al Catania c’era una delle squadre più deboli del girone, quella Sicula Leonzio che con appena due punti fatti, assieme al Rende deteneva il peggior rendimento esterno del campionato, e da questo punto di vista il Catania ha fatto appena un filo meglio con i tre punti della vittoria di Avellino. Vittoria sulla carta più che scontata. Ma la Sicula Leonzio è quella squadra che quando incontra il Catania gioca con la stessa grinta e la stessa cattiveria di chi sta disputando la finale di Champions League, per poi sbracarsi contro tutte le altre squadre. Un semplice particolare, non un’attenuante valida da giustificare una mancata vittoria.

Insomma, al terzo tentativo il Catania di Lucarelli non poteva fallire. Alla fine la vittoria è arrivata ma non sono scomparsi dubbi e perplessità

Per la terza gara casalinga consecutiva Lucarelli, ancora una volta, ha optato per il modulo 3-5-2, ma con diverse varianti causate dalle assenze di Mbende e di Welbeck. Una formazione di partenza sbagliata. In porta Furlan, i tre centrali Marco Biagianti, il rientrante Esposito e Silvestri. A centrocampo i due esterni Calapai e Pinto, e  a centrocampo il trio composto da Rizzo, Dall’Oglio e Lodi in cabina di regia In avanti Curiale affianca Di Piazza.

In panchina Mazzarani e il recuperato Di Molfetta rappresentano una scelta incomprensibile, a sostegno di un modulo che, almeno in casa quando il Catania deve fare gioco e impostare, appare incomprensibile.

Alla prima azione degna di nota la Sicula Leonzio passa in vantaggio sugli sviluppi di un calcio di punizione dal limite Furlan respinge e sul pallone s’avventa Palermo che con la difesa etnea ferma insacca per il vantaggio degli ospiti. Ci si aspetta la reazione del Catania ma la reazione non c’è. Pinto continua a sciupare palloni su palloni suscitando le ire del pubblico, Rizzo passeggia e fa a gara con Pinto e Curiale per conquistare la palma del peggiore in campo. Lodi viaggia ritmo lento. Il Catania non crea nulla e non tira nemmeno una volta nello specchio della porta. L’unica azione degna di nota è costituita da un pallone che Pinto sulla sinistra non sbaglia e allunga a Lodi il quale pesca al centro Di Piazza che tira alto.

Il primo tempo si chiuse sotto una pioggia di meritati fischi.

Ma se la Sicula Leonzio fuori casa ha conquistato solo due punti un motivo ci sarà.

Nella ripresa si assiste a tutt’altra partita. Lucarelli manda in campo subito Biondi al posto di Calapai che non stava bene. Al 50’ una punizione dal limite a favore della Sicula Leonzio fa temere il peggio ma non succede niente. Il Catania, finalmente, prende il controllo della gara e al 56’ crea una triplice occasione da rete ma il pallone non vuole entrare. Spazientito Lucarelli opera tre sostituzioni contemporaneamente è il 58’quando  entrano in campo Mazzarani, Catania e Di Molfetta escono Lodi, Biagianti e un fischiatissimo Curiale. Si passa a un logico 4-3-3 e la partita cambia volto. Quando la partita muta direzione dopo i cambi effettuati dall’allenatore non sempre significa che l’allenatore è bravo perché ha azzeccato le sostituzioni. In questo caso Lucarelli ha sbagliato la formazione iniziale, ha regalato un tempo agli avversari, per fortuna, si è ricreduto ed è andata bene. Al 63’ Mazzarani si è fatto trovare al posto giusto al momento giusto e non ha dato scampo a Polverino. Conquistato il pareggio il Catania ha preso fiducia: Rizzo schierato in una nuova posizione ha azzeccato alcuni passaggi lasciando largamente a Curiale, o forse a Pinto, la palma di peggiore in campo, Biondi ha fatto quel che doveva fare Calapai. La squadra è apparsa più dinamica e convinta Di Molfetta ha dato un notevole contributo alla manovra e al 73’ Di Piazza, approfittando di uno sciagurato passaggio indietro di Grillo, si è presentato solo davanti a Polverino e ha messo dentro il pallone della vittoria. La Sicula ha cercato di reagire, Pinto si è fatto superare regolarmente dal suo diretto avversario, il Catania ha arretrato il suo baricentro puntando al contropiede, ma il risultato non è più cambiato.

L’importante era centrare la vittoria, ma il primo tempo disputato dal Catania è stato davvero orribile e una squadra meno modesta della Sicula Leonzio probabilmente ne avrebbe approfittato. Nella ripresa il Catania ha fatto meglio degli ospiti e ha meritato i tre punti che, a mio avviso, sarebbero arrivati prima e senza affanni se Lucarelli avesse schierato dall’inizio Mazzarani e Di Molfetta come esterni e Di Piazza come punta centrale, tenendo in campo sia Lodi che Biagianti ( a centrocampo).

Non sarebbe giusto dire che il Catania ha vinto perché è uscito Lodi, meglio dire che ha vinto perché ha una panchina più ricca e di valore rispetto alla Leonzio, una panchina che consente, soprattutto in casa di schierare quel 4-3-3 che Lucarelli mal digerisce. I tre punti sono graditi ma senza un risultato utile a Catanzaro la situazione sarà la stessa. Lucarelli sulla panchina del Catania è imbattuto speriamo lo resti fino alla fine del campionato.

Catania, 10 novembre 2019

Tino La Vecchia per Sport Enjoy Project Magazine

( fonte foto Francesco La Rosa per Sport Enjoy Project Magazine )

Questo articolo è stato pubblicato sulla pagina on-line su www.sportenjoyproject.com