In quasi tutte le cose della vita esistono diverse chiavi di letture: un romanzo, una poesia, un film o un semplice avvenimento quotidiano possono essere interpretate in maniera differente in base a delle considerazioni personali. Anche una partita di calcio può essere interpretata in maniera differente, il bello è che ognuno pensa di avere ragione e ritiene giusto il proprio punto di vista. Si può discutere su tutto ma non sulle cifre che non mentono mai.

Ebbene, le cifre ci dicono che il Catania ha perso la quarta gara di fila, che non segna al Massimino da tre gare consecutive, (cosa che in passato è capitata raramente in tutte le serie, compreso la serie A) che ha ottenuto la miseria di 4 punti nelle ultime sette partite e che dal sesto posto è precipitato al dodicesimo, fuori dalla zona Play off che difficilmente potrà riprendere. Infine, che la squadra rossoazzurra s’avvia verso un’altra stagione fallimentare.

Non si sa di chi è la colpa di tutto questo, perché ci sono tante colpe e tanti responsabili, certo la colpa non è di chi, per professione o per hobby, si limita a descrivere in maniera onesta le vicende della squadra etnea. Diverso è il discorso per chi si diverte a gettare fango sul Catania e ad aizzare i tifosi più accesi contro squadra e società. Mai tifosi più accesi leggono i giornali on line? Se sì basta individuare e fermare (anche con denunce) chi con malizia rema contro o peggio calunnia ma non si può fare di tutta l’erba un fascio.

Andiamo alle dolenti note. Il Catania, guidato per la terza volta dalla panchina da Pulvirenti (per lui ancora nessun punto in tre gare) si è presentato con Pisseri in porta, Gil e Bergamelli centrali con Parisi e Marchese sulle fasce, Scoppa Bucolo e Biagianti e Di Grazia, Mazzarani e Russotto in avanti. Una specie di 4-3-3 senza una punta centrale di ruolo, visto che Pozzebon e Tavares si sono accomodati in panchina. Il Foggia ha risposto con un 4-3-3 vero e un po’ più credibile con Guarna in porta Martinelli e Coletti centrali, Agnelli, Agazzi e Deli centrali, Chiricò, Mazzeo e Di Piazza trio d’attacco. A dirigere il confronto il signor Amoroso della sezione di Paola.

Si parte con il Foggia che batte il calcio d’avvio. Non succede nulla per lunghi tratti di gara e si viaggia ad andamento lento. Dopo ventidue minuti Mazzarani si presenta nei pressi dell’aerea foggiana ma tira debolmente. Risponde il Foggia dieci minuti dopo ma Di Piazza in area etnea non inquadra la porta. Il primo tempo si chiude senza altri emozioni e i più ottimisti pensano che possa concretizzarsi al Massimino il quattordicesimo zero a zero fra Catania e Foggia.

Si riparte senza cambi e al 48’ il Foggia, che non aveva mai vinto a Catania passa in vantaggio… con uno dei punti di forza del Catania! Su tiro di Chirico, sugli sviluppi di  un calcio piazzato autorete di Gil.

Penso alla partita di Agrigento e a tante altre partite del Catania e mi chiedo: ma quanti punti ha portato Gil alle squadre avversarie? Certo non lo fa apposta ma le sue prestazioni sottotono non hanno certo giovato alla causa etnea.

Passato in vantaggio il Foggia controlla senza affanni e va un paio di volte vicino al raddoppio, come al 54’ con Mazzeo.

La reazione del Catania è nulla. Entra un attaccante, Tavares, (si fa per dire visto che con la maglia del Catania ha segnato solo una rete e non ha fatto tanto meglio con quella del Catanzaro) ed esce Bucolo.

Al 74’ Di Piazza non si sente di punire eccessivamente i veri tifosi del Catania e fallisce una rete fatta. All’80’ esce Mazzarani ed entra Pozzebon (la punta che doveva guidare il Catania verso la promozione in serie B e che invece ha segnato meno di Anastasi ceduto al Messina).

Non succede nulla e arriva la quarta sconfitta consecutiva a conclusione di un’altra prova incolore e davvero preoccupante.

Se la ride (o forse no) Pino Rigoli visto che da quando è stato mandato via il Catania ha totalizzato 4 punti in sei gare. Ridono tutti coloro che vogliono male al Catania (e sono tanti, più di quanto possa sembrare).

Si va verso la quarta stagione fallimentare consecutiva. Gli sforzi di Lo Monaco, per quanto apprezzabili, non sono stati per il momento sufficienti a riportare le cose verso i binari giusti. Comunque sono stati fatti dei passi in avanti visto che lo scorso anno la salvezza è arrivata all’ultimo minuto dell’ultima giornata e quest’anno è stata conseguita con largo anticipo, almeno, così pare visto che mancano appena sette partite alla fine e che è improbabile che la squadra faccia undici sconfitte consecutive (quattro le ha già fatte).

A proposito, in questo campionato undici sconfitte consecutive le ha fatte il Melfi, poi è arrivato a Catania da ultimo in classifica e con la peggior difesa del torneo con 57 reti subite. Ha vinto a Catania e da quattro gare (3 vittorie e un pareggio) non prende reti. Visto che il Catania è in grado di resuscitare i morti, La Vibonese, ultima in classifica, che fra tre gare ospiterà il Catania comincia a sperarci.

Questo articolo è stato pubblicato sul giornale on-line su www.sportenjoyproject.com

Catania,  26 marzo 2017

TINO LA VECCHIA per Sport Enjoy Project Magazine

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