C’è una Catania che palpita di arte e lo fa in forme diverse ed eterogenee. E’ la Catania che più mi
piace, quella fatta di persone che, quasi pirandellianamente, svestono i panni di persone comuni per
tirare fuori coraggiosamente il proprio estro creativo e coniugarlo con la professionalità che li
contraddistingue fino a trasformarsi in artisti veri. Ciro Strazzeri, in arte Starchild, appartiene a
quella tipologia di persone che hanno seguito l’istinto irrefrenabile di esprimersi su un palco
attraverso la musica ma lo hanno fatto senza approssimazione, bensì con un’ottima dose di
professionalità giungendo in soli sette anni ad esibirsi in contesti nazionali prestigiosi e a ricevere
riconoscimenti internazionali. Nell’incontrarlo, in occasione dell’imminente uscita del suo primo
album, mi parla con tono pacato e sicuro senza nascondere mai l’entusiasmo per ciò che ama fare.
Come mai hai scelto il nome d’arte di Starchild?
Si tratta di un omaggio al nome dell’omonimo personaggio mascherato creato da Paul Stanley,
fondatore del gruppo Kiss, a cui mi ispiro. Insieme a lui, a cui ho dedicato la cover band che ho
fondato nel 2019, i miei modelli musicali sono certamente anche gli Scorpions, gli Iron Maiden e
tutte le grandi band rock degli anni Settanta, Ottanta e Novanta.
Che tipo di artista ami definirti?
Certamente non un musicista. Io ho un grande rispetto per la formazione accademica e reputo che
questo appellativo debba essere riservato a chi ha studiato musica al conservatorio, un tipo di
apprendimento che, purtroppo, non mi appartiene. Mi reputo, più che altro, un “musicofilo” e un
dilettante professionale, cioè una persona che fa musica per piacere personale – nella vita sono un
ingegnere- ma lo fa sempre cercando di rispettare dei livelli di professionalità.
Da cosa è nata la tua passione per la musica?
Sebbene io abbia fondato il progetto Starchild solo qualche anno fa, il mio amore per la musica è
antico e risale a quando avevo solo sedici anni e suonavo l’organo a messa, un’attività che mi ha
accompagnato fino ai trentatrè anni. Già lì il mio modo di suonare l’organo era anticonvenzionale
dal momento che lo suonavo come se fosse stato una tastiera rock, anche se credo che all’epoca
proprio questo fosse un mio punto di forza rendendo più interessante l’accompagnamento musicale.
Dopo diversi live a febbraio di quest’anno decidi di debuttare a livello discografico con il tuo
primo album dal titolo Big Bang, disponibile in streaming e in formato vinile. Perché proprio
la scelta di un formato considerato vintage?
Trovo che, esattamente come per il formato cartaceo del libro, il vinile conservi una poesia
insostituibile con una qualità e caratteristiche sonore inarrivabili ed uniche.
Potresti parlarmi dei brani che lo compongono? Numero, tematiche, genere musicale che li
caratterizza?
Si tratta di otto brani inediti di genere hard rock, di cui cinque in italiano e tre in lingua inglese, una
scelta dettata dalla volontà di dimostrare che si possa fare del rock anche in lingua italiana. Le
canzoni sono state scritte e musicate da me avvalendomi per gli arrangiamenti della preziosa
collaborazione di professionisti come Dino Fiorenza, Gaetano Nicolosi e Chris Bickley. Fatta
eccezione per la title track “Big bang”, per l’appunto, che narra l’origine di Starchild, un supereroe
simile ad un pirata che ha la missione di diffondere il rock in tutto il pianeta, il tema che lega i brani
è l’amore, declinato in diverse forme, dall’amore per i figli in “Accanto” a quello per la vita in
“Blood Soaked Earth” all’amore per una figura storica in “Nefertiti”, dall’amore tra generi musicali
diversi come il rock e la lirica in “Romanza rock”, brano che si avvale della collaborazione con la
soprano Veronica Milici, all’amore per il rock come salvezza di vita in “Rock will never die”
all’amore per la leggerezza della vita in “Vivere”.
Non solo musica, però, dal momento che i videoclip di due delle tue canzoni, con la regia di
Marco Ferrara, hanno fatto il giro del mondo prima dell’uscita dell’album ricevendo
riconoscimenti anche internazionali. Di quali brani si tratta?
Proprio così, il videoclip di “Blood Soaked Earth” è stato tra i dieci finalisti al concorso Rai
Tulipani di Seta Nera ed ha ricevuto due premi in India, mentre quello del brano “Nefertiti”,
realizzato coniugando live action con immagini riprodotte con l’intelligenza artificiale, oltre ad
essere stato insignito anch’esso di un riconoscimento in India, è attualmente finalista al Premio
Paladino d’oro di Palermo.
Poi c’è stata anche l’esperienza su un palco molto prestigioso, giusto?
Esattamente, mi riferisco all’Ariston nell’ambito di Sanremo rock, una kermesse che è uno spin off
indipendente al Festival e, pertanto, non costituisce una via d’accesso allo stesso, ma mi ha offerto
lo scorso anno la possibilità di calcare una ribalta molto importante provando un’immensa
emozione con il brano “Blood Soaked Earth”, in cui mi sono ispirato al brano degli Scorpions
“Wind of chang”. Il prossimo anno replicheremo questa esperienza con un altro brano.
Quali sono i progetti artistici che hai in cantiere?
Sono già pronti tutti i testi delle canzoni che comporranno il prossimo concept album, incentrato su
una figura importantissima della storia della nostra isola, Federico Secondo di Svevia, di cui narrerà
integralmente la vita. Sto lavorando alle partiture musicali del progetto che prevede anche una
rappresentazione nella forma del musical.
Il prossimo appuntamento che lo vedrà coinvolto sarà la presentazione ufficiale dell’LP “Big Bang”
nell’ambito del Summer Fest del Comune di Catania sul palco del Cortile Platamone il prossimo 22
agosto. Nel salutare Starchild noto che i suoi occhi si riempiono di fervore e non posso fare a meno
di pensare che si tratti di quella stessa forza che muove tutte le cose belle del mondo.

A tu per tu con Ciro Strazzeri, in arte Starchild: dal palco di Sanremo Rock all’album BigBangdi Mara Di MauraC’è una Catania che palpita di arte e lo fa in forme diverse ed eterogenee. E’ la Catania che più mipiace, quella fatta di persone che, quasi pirandellianamente, svestono i panni di persone comuni pertirare fuori coraggiosamente il proprio estro creativo e coniugarlo con la professionalità che licontraddistingue fino a trasformarsi in artisti veri. Ciro Strazzeri, in arte Starchild, appartiene aquella tipologia di persone che hanno seguito l’istinto irrefrenabile di esprimersi su un palcoattraverso la musica ma lo hanno fatto senza approssimazione, bensì con un’ottima dose diprofessionalità giungendo in soli sette anni ad esibirsi in contesti nazionali prestigiosi e a riceverericonoscimenti internazionali. Nell’incontrarlo, in occasione dell’imminente uscita del suo primoalbum, mi parla con tono pacato e sicuro senza nascondere mai l’entusiasmo per ciò che ama fare.Come mai hai scelto il nome d’arte di Starchild?Si tratta di un omaggio al nome dell’omonimo personaggio mascherato creato da Paul Stanley,fondatore del gruppo Kiss, a cui mi ispiro. Insieme a lui, a cui ho dedicato la cover band che hofondato nel 2019, i miei modelli musicali sono certamente anche gli Scorpions, gli Iron Maiden etutte le grandi band rock degli anni Settanta, Ottanta e Novanta.Che tipo di artista ami definirti?Certamente non un musicista. Io ho un grande rispetto per la formazione accademica e reputo chequesto appellativo debba essere riservato a chi ha studiato musica al conservatorio, un tipo diapprendimento che, purtroppo, non mi appartiene. Mi reputo, più che altro, un “musicofilo” e undilettante professionale, cioè una persona che fa musica per piacere personale – nella vita sono uningegnere- ma lo fa sempre cercando di rispettare dei livelli di professionalità.Da cosa è nata la tua passione per la musica?Sebbene io abbia fondato il progetto Starchild solo qualche anno fa, il mio amore per la musica èantico e risale a quando avevo solo sedici anni e suonavo l’organo a messa, un’attività che mi haaccompagnato fino ai trentatrè anni. Già lì il mio modo di suonare l’organo era anticonvenzionaledal momento che lo suonavo come se fosse stato una tastiera rock, anche se credo che all’epocaproprio questo fosse un mio punto di forza rendendo più interessante l’accompagnamento musicale.Dopo diversi live a febbraio di quest’anno decidi di debuttare a livello discografico con il tuoprimo album dal titolo Big Bang, disponibile in streaming e in formato vinile. Perché propriola scelta di un formato considerato vintage?Trovo che, esattamente come per il formato cartaceo del libro, il vinile conservi una poesiainsostituibile con una qualità e caratteristiche sonore inarrivabili ed uniche.Potresti parlarmi dei brani che lo compongono? Numero, tematiche, genere musicale che licaratterizza?Si tratta di otto brani inediti di genere hard rock, di cui cinque in italiano e tre in lingua inglese, unascelta dettata dalla volontà di dimostrare che si possa fare del rock anche in lingua italiana. Lecanzoni sono state scritte e musicate da me avvalendomi per gli arrangiamenti della preziosacollaborazione di professionisti come Dino Fiorenza, Gaetano Nicolosi e Chris Bickley. Fattaeccezione per la title track “Big bang”, per l’appunto, che narra l’origine di Starchild, un supereroesimile ad un pirata che ha la missione di diffondere il rock in tutto il pianeta, il tema che lega i braniè l’amore, declinato in diverse forme, dall’amore per i figli in “Accanto” a quello per la vita in“Blood Soaked Earth” all’amore per una figura storica in “Nefertiti”, dall’amore tra generi musicalidiversi come il rock e la lirica in “Romanza rock”, brano che si avvale della collaborazione con lasoprano Veronica Milici, all’amore per il rock come salvezza di vita in “Rock will never die”all’amore per la leggerezza della vita in “Vivere”.
Non solo musica, però, dal momento che i videoclip di due delle tue canzoni, con la regia diMarco Ferrara, hanno fatto il giro del mondo prima dell’uscita dell’album ricevendoriconoscimenti anche internazionali. Di quali brani si tratta?Proprio così, il videoclip di “Blood Soaked Earth” è stato tra i dieci finalisti al concorso RaiTulipani di Seta Nera ed ha ricevuto due premi in India, mentre quello del brano “Nefertiti”,realizzato coniugando live action con immagini riprodotte con l’intelligenza artificiale, oltre adessere stato insignito anch’esso di un riconoscimento in India, è attualmente finalista al PremioPaladino d’oro di Palermo.Poi c’è stata anche l’esperienza su un palco molto prestigioso, giusto?Esattamente, mi riferisco all’Ariston nell’ambito di Sanremo rock, una kermesse che è uno spin offindipendente al Festival e, pertanto, non costituisce una via d’accesso allo stesso, ma mi ha offertolo scorso anno la possibilità di calcare una ribalta molto importante provando un’immensaemozione con il brano “Blood Soaked Earth”, in cui mi sono ispirato al brano degli Scorpions“Wind of chang”. Il prossimo anno replicheremo questa esperienza con un altro brano.Quali sono i progetti artistici che hai in cantiere?Sono già pronti tutti i testi delle canzoni che comporranno il prossimo concept album, incentrato suuna figura importantissima della storia della nostra isola, Federico Secondo di Svevia, di cui narreràintegralmente la vita. Sto lavorando alle partiture musicali del progetto che prevede anche unarappresentazione nella forma del musical.Il prossimo appuntamento che lo vedrà coinvolto sarà la presentazione ufficiale dell’LP “Big Bang”nell’ambito del Summer Fest del Comune di Catania sul palco del Cortile Platamone il prossimo 22agosto. Nel salutare Starchild noto che i suoi occhi si riempiono di fervore e non posso fare a menodi pensare che si tratti di quella stessa forza che muove tutte le cose belle del mondo.