Marzia Fiume: ho sempre amato il teatro nella sua forza d’insieme.
Se tecnicamente sarebbe errato dire “nomen omen”, di certo il suo cognome ne anticipa un suo modo d’essere: lei è, difatti, senza sé e senza ma, un “Fiume” in piena…sia per la passione che serba per il teatro, sia per una loquacità senza soluzione di continuità. Sì, è lei, Marzia Fiume che ha cominciato a recitare nella compagnia “Teatro Per Passione” quasi in sordina nel lontano 2009 per poi ritrovarsi, oggi, come tetragono punto di riferimento grazie anche a trascorse esperienze in altre compagnie teatrali e alla sua dedizione verso quest’arte, in primis la scelta di frequentare, da qualche anno, una scuola di recitazione, ammirevole impegno che le donano un valore aggiunto non da poco. Visto questo corposo incipit, cresce ancor più la curiosità nel porle la madre di tutte le domande:
Marzia, quando è nata la tua passione per il teatro?
Curiosità a cui risponde senza tentennamenti e con la loquacità di cui sopra, ma sorprendendoci per una risposta che è, contestualmente, ginepraio e corpo unico per una genesi dove il caso ha avuto un suo ruolo determinante per poi mutare in passione e, stavolta, non c’è stata nessuna parrocchia come prima esperienza o quel “sentirlo dentro fin da bambina” ma…
“Mi è sempre piaciuto il teatro come arte nel suo insieme ed era un mondo che frequentavo perché facevo compagnia a mio marito che lavorava nei service, e mi piaceva assistere alle varie commedie ma mai avrei pensato di diventare un’attrice! Un giorno capitò che andammo a vedere le prove generali della messa in scena di uno spettacolo e lì scoprii un mondo come, ad esempio, provare i vari movimenti, le entrate, le uscite le battute e tutto ciò che si cela nel backstage…Da quel momento la mia passione per il teatro, e ci tengo a rimarcare non solo per recitare, si alimentò sempre più e complice il fatto che l’altro lavoro di mio marito ci allontanò momentaneamente da questo mondo, mi venne l’idea di fare qualcosa che mi permettesse di rivedere le commedie. Da questo è nata una nuova attività come le riprese degli spettacoli che abbiamo iniziato proprio con…Franco Torrisi con “A.A.A. Cercasi!” nel lontano 2005! E a piccoli passi s’innescò in me anche il desiderio di recitare e sempre con Franco Torrisi esordii in “Gatta ci cova” nel 2009. Un amore per l’intero mondo del teatro che non mi ha più fatto tornare indietro su questa scelta, anche grazie alle tante persone con cui ho recitato. Questa è per me la vera passione che, come già detto, non si limita al ruolo dell’attrice ma attinge, nutrendosi, dai mille rivoli che quest’arte offre: dai costumi, alle musiche, all’accendersi delle luci, al suggeritore, alle prove, al proscenio, alla ribalta, al momento quando si apre il sipario per poi… “sentire” il pubblico”.
Ascoltando questo rizomatico percorso, non ci sorprende per nulla quando lo stesso si riverbererà sulle domande a seguire che non avranno, per forza di cose, una risposta univoca come quando chiediamo:
Cosa significa per te calcare il palcoscenico di un teatro?
“Sempre in questa mia ampia visione, credo che calcare le scene è solo un qualcosa che ti completa, un’emozionante sintesi di tutta la preparazione che ti ha portato all’atto finale: salire sul palcoscenico e recitare. Così quell’attesa carica di sensazioni uniche, irripetibili, si disperdono, inevitabilmente, appena vai in scena concentrata come sei nel tuo compito/ruolo da svolgere come da copione e pensare ad eventuali imprevisti che ci sono sempre! Ed essere sul palco sei già appagata del lavoro svolto prima e la cosa più brutta è quando tutto finisce”.
E nemmeno alla domanda
qual è stato il ruolo che ti ha impegnato di più e di più ti è rimasto dentro?”
la risposta è esente da un profluvio di motivazioni.
“Domanda particolare e non è detto che le risposte coincidano”.
Affatto, anzi la facciamo apposta per avere spesso due risposte separate.
“Ok, allora posso dire che i ruoli che mi hanno impegnato di più sono quelli drammatici e uno in particolare nella commedia “Scuro”, ma anche i vari ruoli, in pratica tutti, recitati in “Natale in casa Cupiello”.
Ma quello che mi è rimasto dentro è stato il personaggio di Creolina in “A.A.A. Cercasi” e difficilmente potrò dimenticarlo, perché mai potevo pensare un giorno di essere io quella che avevo visto nella nostra prima ripresa!”.
Il sogno più bello che vorresti realizzare come attrice?
“Eh…ce ne sono tanti, tanti…posso dire che ho diversi piccoli sogni, come fare qualche ruolo comico ad esempio mi piacerebbe essere una delle due sorelle Matamè nel “U’ Paraninfu” o a Za Sarà nella commedia “L’altalena”.
Ma quello più bello?
Ok, ho capito, sarò “costretta” a dirne uno…Diciamo che amo Eduardo e il ruolo di “Filumena Marturano” per vari motivi, e chissà… forse questo sogno presto si realizzerà…ma a prescindere accetterei qualsiasi ruolo in una commedia del grande De Filippo” .
Senza trascendere in una melliflua retorica, di certo la simpatia è una componente inalienabile di Marzia Fiume, simpatia a cui, adesso, dobbiamo aggiungere anche una sua condivisibile visone olistica del mondo del teatro, dove davvero l’insieme è superiore alla somma della singole parti. Però, focalizzarci solo su questo significherebbe sminuirne la qualità delle sue performance e le diverse potenzialità ancora inespresse ma…solo per mancanza di occasioni che di certo verrano, già dalla prossima stagione con la nostra compagnia, e siamo certi non le sfuggiranno in quell’inevitabile “panta rei” che è la vita o meglio: l’eterno divenire teatrale nel nostro caso.
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