Maria Rosa Iudica: l’amore per il teatro? È nato insieme a me.
A vederla in scena spesso ci si chiede se stia davvero recitando. Sì, perché Maria Rosa Iudica ha sempre in serbo una naturalezza su cui fa perno facendo ruotare i vari personaggi intorno a questo suo primo punto di forza. Poi che sia caratterista, eclettica nei ruoli, divertenti o seriosi poco importa, lei ben si adatta tra voce, movimenti e sguardi rimodulando il tutto per ciò che il copione richiede, qualità sempre più rare in un’arte come quella teatrale che devi sentirla dentro. Anche a lei poniamo le classiche domande per comprendere il suo percorso artistico da cui scopriamo il perché di questo suo muoversi a proprio agio tra…un copione e l’altro.
Quando è nata la passione per il teatro?
“Non ti meravigliare ma possiamo dire che è nata… insieme a me! Ti racconto un aneddoto: ero in fasce, nata prematuramente, e si pensava che non sopravvivessi e quando oramai si era quasi certi che per me non ci sarebbe stato futuro, come disse un mio zio che sarei stata uno “spirito di passaggio”, ho sbarrato gli occhi come se avessi compreso il tutto e forse già da lì possiamo dire che ho avuto sempre un atteggiamento propositivo, quasi teatrale! E a conferma di ciò, già alle scuole elementari sentivo dentro questa passione e mi “intrufolavo” in qualsiasi ruolo facendo di tutto per “estorcere” una parte, fosse anche come semplice corista! Poi arrivò la Tv ed ero sempre seduta in prima fila quando trasmettevano le tragedie greche di cui non ne perdevo nemmeno una. Una passione che da insegnante alle scuole elementari ho trasmesso ai miei alunni durante le attività creative. Dopo le classiche esperienze parrochiali, posso affermare che l’esordio nel teatro vero e prorio è stato poco più che diciottenne, questo grazie al direttore dittatico delle Orsoline che, durante un’ispezione mi ha visto preparare le poesie con i bambini, capì la mia passione per la recita e mi invitò nel suo plesso dove c’era una scuola di arte drammatica. Dirò sempre grazie a questa persona che mi ha avviato in un mondo che è sempre stato nelle mie corde e per un’arte che mi è stata d’aituo anche nel superare imbrazzanti timidezze giovanili. Non posso mai dimenticare la mia prima locandina con la filodrammatica dei fratelli Castorina che è stata, pensa un po’, nel lontanissimo…1971!”
Cosa significa per te calcare le scene di un palco?
“Possiamo dire che se da un lato ti affascina, d’altro s’innesca un senso di sfida con me stessa!”
Qual è stato il ruolo che ti ha impegnato di più e ti è rimasto dentro?
Di certo i ruoli drammatici e tra questi ricordo ancora bene “A Za Gati” nella commedia “U sapiti com’è”, un ruolo non mio e anche prematuro essendo ancora ragazza, ma nato per caso, la classica cortesia per sostituire un’attrice che stava male. Non so dirti il perché, forse perché avevo vissuto un recente lutto, ma mi sono così immedesimata che nel momento in cui il copione chiedeva di piangere ho pianto davvero.
Il sogno più bello che vorresti realizzare come attrice?
Ad essere sincera lo sto già realizzando ogno volta che recito e…basta che ci sia la saluta mi auguro di farlo sempre!
Di certo una risposta migliore non poteva darla per chi come Maria Rosa è nata con l’attrice dentro e che siamo certi le farà compagnia per tanti anni a venire, possibilmente insieme alla nostra Compagnia Teatro per Passione!
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