La Sicilia vista con gli occhi di un regista britannico: Spalla a Spadda di Louis Nabil Djalili trionfa al Taormina Film Fest
È stato presentato nel primo pomeriggio, durante l’ ultima giornata della settantaduesima edizione del Taormina Film Fest (dal 10 al 14 giugno), il film del regista iraniano britannico Louis Nabil Djalili, Spalla a Spadda, l’opera che si è aggiudicata il premio della Giuria Giovani nella sezione cortometraggi. Il film, sospeso tra il reale e il visionario, parla di cinema più di quanto non si pensi, ma anche di arte e della nostra terra di Sicilia e lo fa con lo sguardo di chi quella terra la osserva dall’ esterno. O forse sarebbe più giusto dire, all’opposto, dall’ interno, perché non puoi parlare di un luogo diverso dal tuo e di gente che non ha la tua stessa cultura se non ti immergi lí, per l’ appunto, Spalla a Spadda. Questo è il mediometraggio della durata di 48 minuti interamente girato in bianco e nero tra Catania e l’ Inghilterra, in cui il giovanissimo autore e regista (poco più che trentenne) ha voluto il coinvolgimento di maestranze locali, artisti, attori e attrici autoctoni, valorizzandone i talenti ed intrecciando, in tal modo, in modo forse anche non troppo consapevole, la finzione cinematografica della storia narrata con la realtà di chi continua a credere nella necessità di esprimersi attraverso l’ arte nonostante le odierne difficoltà. Così la vicenda dello scrittore protagonista della pellicola si fa meta – cinema, la sua volontà di conoscere la verità del reale e di indagarla attraverso l’ occhio della macchina da presa passa attraverso la necessità di vivere dentro tale realtà per poterla comprendere a fondo e reinventarla attraverso una creatività autentica e più consapevole. Nel cast del film, premiato durante la serata di domenica 14 giugno al Teatro Greco di Taormina condotta dal direttore artistico del festival Tiziana Rocca, oltre allo stesso regista, tra gli altri Giuseppe Di Maura, Harry Bradley , Lorenzo Cristofaro, Virginia Giunta, Marco Casà, Giulia Sapienza, Christian Grasso.
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