Sguardo furbo, come di chi vorrebbe farti uno scherzetto, volto espressivo con un’apprezzabile mimesi e sempre pronto a repentine variazioni: dal sorriso al serio, dallo scaltro al finto “tonto”, dal sorpreso al torvo e tutto questo con un ammirevole tempismo che è imprescindibile condizione per chi ama recitare.  Alessandro Mazza, un trentunenne a cui non fa nessuna differenza interagire con naturalezza nella vita reale o su un palco e questa è, di certo, la sua vera forza, diventato da subito un serio punto di riferimento della compagnia, uno di cui ti puoi davvero fidare. Così, curiosi proviamo a scoprire cosa si nasconde dietro quel sorriso sornione:

Quando è nata la passione per il teatro?

“Credo di averla sempre avuta, ma penso di averla scoperta al liceo quando ho aderito al laboratorio teatrale”.

Che anno frequentavi?

“Credo fosse il terzo o quarto anno e poi non ho più lasciato”.

Cosa significa per te calcare le scene di un palco?

Diventare qualcun altro, allontanarmi dalla quotidianità e vivere esperienze nuove che non potrei vivere in ciò che faccio giornalmente.

Perché, non ti piaci?

Non è questo, come dicevo per vivere qualcosa di nuovo, magari  mai provato prima.

Qual è stato il ruolo che ti ha impegnato di più e ti è rimasto dentro?

“Forse Tommasino il figlio di Luca e Concetta in “Natale in casa Cupiello””.

Perché ti ha impegnato di più e ti è rimasta dentro

“Impegnato perché lo volevo fare bene, perché è un grande classico di De Filippo; e mi è rimasto dentro perché la scena finale, quando dovevo piangere, sono davvero entrato dentro il personaggio e spero di averlo resa reale”.

Il sogno più bello che vorresti realizzare come attore?

“Girare un film a Roma”.

Perché proprio Roma, se fosse Milano, no?

“Beh…diciamo girare una film ecco! Mi basterebbe!”.

Risposte dirette, “asciutte”, sintetiche ma complete nella sua passionale essenza, anzi, in tutto ciò che Alessandro voleva trasmetterci c’è riuscito senza nessuna titubanza, ma…sempre dietro quel sorriso furbetto che…guai se non ci fosse. Non sarebbe lui.