Di Tino La Vecchia
Dove eravamo rimasti? Non sarà facile dimenticare un campionato che da carico di
soddisfazioni, con Luca Moro per lunghi tratti capocannoniere, ha decretato la fine
del vecchio Catania. Non voglio più spendere una parola sulla SIGI, i risultati
conseguiti non possono essere smentiti, né voglio ritornare sul come è maturata la
radiazione del Catania ancor prima della scadenza dell’esercizio provvisorio, con tre
gare in casa da disputare e il derby di Palermo. La decisione della Lega di cancellare
tutti i risultati ottenuti sul campo dal Catania, sconvolgendo in maniera illogica la
classifica, è in linea col modo approssimativo e discutibile della gestione del calcio
italiano.
Adesso bisogna dimenticare, ripartire da zero, ma non sarà facile, sapere che Moro ha
aperto le marcature in Frosinone-Brescia e rendersi conto delle cose attuali.
È un altro Catania, ormai è il Catania di Ross Pelligra, una nuova proprietà che
dovrebbe garantire solidità economica, ma desidero ricordare a qualcuno che l’avesse
dimenticato che è anche un altro campionato.
Guardiamo in faccia la realtà: il Catania è in serie D. Le squadre avversarie, con tutto
il massimo rispetto, non si chiameranno più Bari, Palermo, Catanzaro, Avellino e
Foggia, ma Santa Maria Cilento, Mariglianese, Sancataldese e così via, società che
non hanno mai conosciuto nemmeno la serie C. Rassegniamoci che il più delle volte
si vedranno calci e palloni buttati via alla “Viva il parroco” e non calcio con trame di
gioco, in considerazione che nell’attuale serie A giocano calciatori che mezzo secolo
fa avrebbero stentato a trovar posto in serie C.
Ci vorrà del tempo per capirlo, per rendersi conto della nuova realtà.
Il Catania sta costruendo una squadra in grado di “ammazzare” il campionato, ma i
campionati non si vincono solo con i nomi in quanto i calciatori di serie superiore, i
vari Lodi, Russotto, Sarao, Litteri e De Luca, ancor prima che toccheranno la palla si
troveranno accanto qualcuno pronto a dargli un calcione nelle caviglie e dovranno
abituarsi in fretta, altrimenti non è detto che l’umiliazione della quarta serie duri solo
un anno. Certo, il Catania in teoria non dovrebbe fallire l’obiettivo della promozione
diretta e mi auguro che sia così.
Per intanto, questa corazzata che “tremare il mondo fa”, non è stata nemmeno capace
di vincere a San Cataldo e superare il turno di Coppa. Si dirà meglio così, il Catania
avrà la testa più libera per concentrarsi sul campionato.
Personalmente il Catania così com’è adesso ancora non mi piace: troppi calciatori
avanti con gli anni e un centrocampo che ha bisogno di qualche giocatore qualitativo,
in quanto non reputo Rizzo un giocatore in grado di fare la differenza nemmeno a
livello di serie D. Ma ancora c’è tempo, vedremo.
Per il momento bisogna dimenticare quel che è successo e fingere di essere in mezzo
a squadre blasonate e pensare che fra un anno tutto sarà diverso.
Foto di repertorio.