Vox populi: un derby senza “il Derby”.

di Concetto Sciuto

Potete utilizzare tutti gli algoritmi linguistici che volete ma un derby senza pubblico, anche se è azzardato dirlo, non lo si potrebbe più classificare nemmeno come un vero incontro di calcio. Esagerato? Sì, ma solo se volutamente avete posto nella zona più buia della vostra memoria alcuni aspetti inalienabili, peculiari e fondanti che ci concedono il diritto di potere mutare il contenuto dell’espressione “incontro di calcio tra Palermo e Catania” in… “Derby”.

Non crediamo occorra ricordare che, senza tifosi, mancheranno quei flussi passionali racchiusi e veicolati attraverso volteggianti sciarpe, cangianti coreografie, originali striscioni e poi decine di sfottò, urla, ad ogni azione, che si trasformano in delirio dopo il gol. Non ci sarà nemmeno un prima e un dopo che inglobava l’ansia dell’attesa, la scarica d’adrenalina al fischio iniziale e tutto ciò che succedeva nel post derby, quest’ultimo inesauribile fonte, per le settimane a seguire, d’infinite diatribe da Bar dello Sport. Non ascolteremo nemmeno l’acuto suono dei fischi provenienti dalle curve all’ingresso dei giocatori e dei tifosi avversari a cui facevano da cornice le poco edulcorate espressioni vernacolari, lasciando alla vostra fantasia/ricordi a quali termini, non certo da educanda, ci stiamo riferendo.

Tutto questo non avverrà perché non ci saranno loro: Catanesi e Palermitani, due tifoserie rivali e diverse per indole, genoma e struttura molecolare, ma pronti a sostenersi negli eventi tristi se pur divisi da un’atavica acredine (sportiva) stemperata da un sentirsi, in ogni caso, tutti figli di una terra che sa, parimenti, amare quanto odiare.

Palermo e Catania, due città opposte e speculari sotto più di un aspetto, pacioccona l’una, briosa l’altra, un Est e un Ovest che racchiudono l’Alfa e l’Omega della Sicilia, l’alba e il tramonto, due opposti che non s’incontro mai, così diverse in tante cose, perfino nei colori sociali con l’esuberanza del rosso e l’appariscenza dell’azzurro contro l’aggressivo nero e la delicatezza del rosa.

Inalienabili premesse che fanno di un incontro di calcio una storia nella storia di ottantaquattro incontri tra le due squadre, ma tutto ciò solo se in presenza dei precedenti punti fermi che, di certo, mancheranno. Pertanto, non provateci nemmeno a pensare che lunedì sera si giocherà “il Derby”, ci sarà concesso dire che assisteremo solamente a “un derby” senza loro e noi, senza noi e loro. Ancora qualche dubbio?  ma perché come lo chiamereste voi questo deserto emozionale?

Catania, 7 novembre 2020

Concetto Sciuto per Sport Enjoy Project Magazine

( fonte foto google immagini Blog Sicilia )

Questo articolo è stato pubblicato sulla pagina on-line su www.sportenjoyproject.com