Un gol per la solidarietà che vale doppio.
Il termine festa in questi casi rischia davvero di diventare un eufemismo, questo perché il 18°anno del noto appuntamento “Un gol per la solidarietà” è stato molto più che un gioioso ritrovarsi tra migliaia di ragazzi festanti per un diciottesimo certamente fuori dal comune. Un puntuale riunirsi dove, come sempre, sport, musica e spettacolo, coniugate da quell’inestimabile valore che è la solidarietà, sono stati i quattro pilastri di una mattinata da incorniciare insieme ai tantissimi ospiti e atleti che hanno dato quel valore aggiunto con la loro solidale presenza in campo e ai microfoni.
Da Oliveira a Sedivec da Pantanelli a Legrottaglie, ma anche Marchese, Pellegrino, Pannitteri, Gennaro Monaco, Baiocco, il vice dell’indimenticato Mihajlovic Dario Marcolin. A rappresentare i colori rossazzurri odierni il tecnico Domenico Toscano e il trequartista Emanuele Cicerelli e la spadista Alberta Santuccio, medaglia d’oro a Parigi. La madrina della manifestazione è stata Eleonora Incardona. Così il giocatore del Catania ai nostri microfoni alla domanda: come coniugare agonismo e solidarietà?
“A Catania è molto semplice perché la passione è sempre la stessa che sia agonismo o solidarietà questo stadio è sempre bellissimo ed è davvero semplice”.
Poi la gara, e alla fine chiedersi chi abbia vinto tra le quattro squadre sfidanti poco importa, perché di certo ha vinto un paese di nome Niscemi a cui va la nostra solidarietà insieme alla generosità del pubblico giovanile e della passionale organizzazione di Luca Napoli da quasi quattro lustri sempre sensibile a questo tipo di filantrope iniziative.
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