Scrivo, quindi sono
Quando avevo quattordici anni, nella mia stanza c’erano più fogli che libri.
Mia madre li raccoglieva ogni tanto, li impilava con una pazienza che oggi mi commuove e il giorno dopo li ritrovava nuovamente sparsi sul tavolo, sul letto, perfino sul pavimento. Erano appunti, ritagli di giornale, classifiche sportive copiate a ...